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Intelligenza artificiale per la traduzione di antichi documenti egizi

Un nuovo studio nato dalla collaborazione tra l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del CNR, il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze e il Centro Ricerche CAMNES evidenzia un nuovo campo di applicazione dell’intelligenza artificiale: la traduzione di testi antichi

 

Lo studio

Gli accademici dell’Università di Firenze e del CNR-Ifac hanno infatti hanno impiegato l’ intelligenza artificiale per riconoscere e classificare i geroglifici. Non è la prima volta che l’intelligenza artificiale viene utilizzata per studiare lingue non più in uso, ma gli autori dello studio sono i primi a creare strumenti semiautomatici in grado di leggere e decifrare in autonomia i simboli egizi.

I geroglifici sono rappresentati da un ampio spettro di ideogrammi. Questi ideogrammi possono solitamente essere assegnati a circa 26 categorie e, quando raggruppati insieme, restituiscono parole e suoni. I geroglifici sono scritti in modi diversi, come monumentali o corsivi, in diversi orientamenti e in diversi supporti come papiro, legno e pietra.

fonte

Oggi, una civiltà durata quasi 5000 anni ha lasciato una grande quantità di documenti, che devono ancora essere acquisiti, tradotti e interpretati. È proprio qui che l’intelligenza artificiale entra in gioco, supportando la classificazione degli ideogrammi e la successiva traduzione.

Per questo studio i ricercatori si sono focalizzati sulla classificazione di singoli geroglifici utilizzando l’approccio del deep learning. In particolare i ricercatori hanno optato per l’utilizzo di architetture note come reti neurali convoluzionali (CNN), una classe di rete neurale artificiale comunemente applicata per analizzare le immagini visive e dunque considerate la scelta migliore per il riconoscimento dei geroglifici.

In particolare, è stata testata la capacità di queste reti neurali di identificare e classificare gli ideogrammi, con risultati estremamente promettenti. Lo studio, infatti, non solo ha dimostrato la fattibilità della traduzione automatica di antichi documenti egizi, ma ha anche aperto una nuova strada verso una collaborazione continua e stabile fra le comunità che si occupano di archeologia e di intelligenza artificiale, per creare nuovi strumenti che facilitino il lavoro degli studiosi delle scritture delle antiche civiltà.

 

 

La piattaforma Fabricius

Sempre in tema di intelligenza artificiale al servizio della traduzione di geroglifici occorre citare anche Fabricius. Software nato dalla collaborazione tra Ubisoft, Google e l’agenzia di sviluppo Psycle. Si tratta del primo strumento digitale, open source, in grado di aiutare gli accademici nello studio delle lingue antiche sfruttando il machine learning.

La piattaforma di apprendimento automatico di Big G utilizza la tecnologia AutoMl di Google per confrontare ogni pittogramma con oltre 800 disegni diversi. Leggendo più disegni, lo strumento è in grado di comprendere ogni pittogramma e consente inoltre agli sviluppatori di addestrare la macchina in modo semplice e veloce.

La piattaforma di lavoro è pensata per facilitare il processo di traduzione a studiosi e accademici. Grazie ad un elaborato sistema di intelligenza artificiale, Fabricius è in grado di tradurre i geroglifici egizi facendo risparmiare molto tempo agli studiosi che, altrimenti, dovrebbero affidarsi a ricerche molto più laboriose su libri.

Come è facilmente intuibile richiede una comprensione profonda del processo di traduzione dei geroglifici. Per chi vuole semplicemente imparare qualcosa in più sui geroglifici Fabricius ha una sezione dedicata all’apprendimento interattivo. In questa sezione gli utenti possono imparare le basi della scrittura e lettura dei geroglifici. Inoltre, tramite uno strumento di composizione automatica, la piattaforma permette di scrivere messaggi utilizzando i geroglifici da condividere sui social e le piattaforme di messaggistica.