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Giornalismo: l’IA per l’editoria

Con il progresso degli sviluppi dell’IA e del Deep Learning sono molteplici le opportunità che si aprono in vari settori, tra cui anche quello giornalistico e editoriale.
Le testate giornalistiche possono utilizzare l’Intelligenza Artificiale per automatizzare numerose attività che compongono la catena della produzione giornalistica: il rilevamento e la verifica dei dati, la produzione di storie e grafici, la pubblicazione, l’impostazione automatica di tag adeguati per ogni articolo, ecc.

 

I tre concetti chiave

Bisogna, innanzitutto, distinguere tre concetti differenti: Automated Journalism (Giornalismo Automatico), NLG Journalism (Natural Language Generation Journalism, ovvero giornalismo che impiega tecniche di generazione automatica del linguaggio) ed Intelligenza Artificiale applicata al giornalismo.

Il Giornalismo Automatico è quella specializzazione dell’informatica che mira a sostituire del tutto i giornalisti umani con degli algoritmi in grado di prelevare contenuti e riscriverli secondo criteri stabiliti dall’uomo.

L’NLG Journalism, invece, si riferisce a quella funzionalità dell’informatica che mira ad utilizzare algoritmi di generazione del linguaggio per aiutare alcuni giornalisti professionisti a generare contenuti, aumentandone le capacità comunicative (per esempio, attraverso la scrittura concettuale multilingua).

Diversamente, l’Intelligenza Artificiale applicata al giornalismo è un concetto più ampio ed onnicomprensivo. L’AI è una “Scienza” e come tale non ha una limitazione di scopo o di dominio specifico quando viene applicata ad un’altra disciplina propria dell’attività umana. Essa si forma su ragionamenti esercitati da giganti, come Shannon o Turing, ed ha un legame strettissimo con il calcolo simbolico e con l’essenza della Teoria dei Numeri. Pertanto, abbraccia anche le problematiche legate al giornalismo automatico e alla generazione automatica del linguaggio, ma non si limita a questi due aspetti.

 

Intelligenza Artificiale e giornalisti

Per ora, gli articoli scritti dall’IA sono limitati ad argomenti relativamente semplici e stereotipati (risultati di borsa, annunci di acquisizioni, ecc.). Quando l’IA non scrive articoli in sé, può anche aiutare i giornalisti umani con lavori troppo intricati da gestire, come articoli di lunga durata, analisi approfondite e giornalismo investigativo. Inoltre, aiutandoli permette loro di concentrarsi sulla produzione di contenuti ad alto valore aggiunto.

Un caso d’uso estremamente prezioso è la trascrizione automatizzata delle interviste, che può far risparmiare ai giornalisti umani ore incalcolabili di lavoro. Sebbene i risultati della trascrizione dell’IA siano raramente impeccabili, i pochi errori che il software commette possono essere facilmente corretti da un editor umano.

 

Contenuti su misura per gli utenti

L’IA non solo influisce sulle notizie che vengono scritte, ma è anche in grado di controllare gli articoli che gli utenti ‘sfogliano’. Allo stesso modo di come opera l’algoritmo di Facebook, la tecnologia AI può tenere traccia degli articoli che gli abbonati visitano su un sito Web di notizie, imparando il loro comportamento e le loro preferenze (ad esempio, quanto tempo trascorrono a leggere ciascun articolo).

Più una testata giornalistica conosce i propri clienti, più contenuti pertinenti può visualizzare sul sito Web o in una newsletter settimanale, offrendo un’esperienza personalizzata che aiuta a incoraggiare l’interazione dell’utente e scoraggiare l’attrito. Secondo un sondaggio della società di media digitali Digiday, il 70% degli editori digitali afferma di personalizzare i contenuti per i visitatori.

Integrare l’Intelligenza Artificiale nel mondo dell’informazione è un processo cruciale, che potrebbe portare allo sviluppo di un giornalismo molto più veloce e affidabile. Tutti noi prendiamo decisioni in base alle informazioni che leggiamo, come semplici cittadini, come professionisti e come aziende. Più velocemente reperiremo queste informazioni, più tempo avremo per valutare e mitigare le nostre scelte, soprattutto in vista dei rischi che sembra portare il prossimo decennio.