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Creative Words

Creative AI: una “folle idea” dal grande potenziale

 

Questo articolo è stato pubblicato su Genova Impresa, rivista periodica pubblicata da Confindustria Genova.

 

Dal fondatore dell’agenzia di servizi linguistici Creative Words, Diego Cresceri, è nata una nuova startup: Creative AI. 

 

 

Come nasce Creative AI?

 

Creative AI nasce come “emanazione” di Creative Words. I servizi offerti da Creative Words, attiva dal 2016, sono sempre stati ampi e diversificati. Spaziano dalla traduzione di testi alla creazione di contenuti, dal testing di applicazioni software alle tecniche di SEO SEM, fino all’impaginazione grafica… Fin da subito, i nostri clienti hanno iniziato a chiederci ulteriori servizi che avrebbero ampliato il nostro raggio d’azione, come la creazione di testi volti a migliorare i sistemi di machine learning, alla base, ad esempio nei chatbox. Il numero di questo tipo di richieste è andato man mano crescendo, e ci ha portato a valutare seriamente l’ipotesi di sviluppare una realtà che ci aiutasse a offrire questi ulteriori servizi e gestirli al meglio. Così, a marzo dell’anno scorso, mi è venuta la “folle idea” di dare vita a Creative AI, startup innovativa con cui sviluppare la tecnologia necessaria per poter svolgere al meglio questi progetti e servizi aggiuntivi. Ne ho parlato con Davide Ferrando, commercialista esperto di consulenza societaria e tributaria che seguiva Creative Words, e con Thomas Snella, ingegnere francese che ha studiato a Dublino e che, proprio durante il suo dottorato, si era trasferito in Italia per un tirocinio come Software Automation Specialist in Creative Words. Entrambi hanno ritenuto che la nascita della startup fosse un’idea con grande potenziale e hanno deciso farne parte. Nel giro di un mese eravamo pronti, ed è nata Creative AI.

Di cosa si occupa la startup, più nello specifico?

 

Il nostro pane quotidiano è la gestione del dato: Creative AI fornisce data service che consentono di raccogliere, annotare e validare dati per sviluppare soluzioni e progetti innovativi di intelligenza artificiale. Più nello specifico, la raccolta dati per l’intelligenza artificiale è un’attività fondamentale per la buona riuscita di un progetto di machine learning, sebbene richieda parecchio tempo e risorse. Qualsiasi sia la natura del dato da trattare (immagine, audio, video, testo), ci assicuriamo che la qualità sia alta e che l’archivia[1]zione avvenga secondo le modalità più adeguate, rispettando tutti gli standard di sicurezza. In base alle richieste del cliente, possiamo raccogliere i dati secondo due modalità: di persona o da remoto. La prima è più adatta a progetti che richiedono specifici requisiti e ambientazioni; la seconda si presta maggiormente per progetti che devono essere conclusi velocemente, archiviando una grande quantità di dati multilingua e di vario tipo. L’annotazione dei dati consiste invece nella categorizzazione di dati di varia natura per renderli riconoscibili ai sistemi di machine learning e utilizzarli nell’attività di training degli algoritmi. È importante sottolineare che i nostri servizi di annotazione dati combinano l’attività umana a quella dei modelli di machine learning: questa unione permette di ottenere risultati di alta qualità e, di conseguenza, di migliorare nettamente il risultato del progetto finale.

Con il servizio di convalida dati, invece, verifichiamo che i dataset siano ottimizzati per essere processati correttamente nelle attività di training delle macchine. Questa fase permette non solo di verificare la qualità dei dati raccolti e annotati fino a quel momento, ma anche di testare e migliorare la funzionalità dei modelli di machine learning. Il processo di verifica può applicarsi anche al prodotto finale di un cliente: testiamo l’accuratezza dei sistemi di intelligenza artificiale multilingua già implementati e ci assicuriamo che funzionino correttamente. I nostri servizi di convalida dati – che possono essere sia automatici che manuali – consentono al cliente di lanciare nuovi progetti senza che gli utenti finali incorrano in errori e malfunzionamenti. Infine, ci occupiamo anche di altri servizi collaterali, come la trascrizione automatica per l’intelligenza artificiale, basata sulla nostra tecnologia in grado di trasformare i contenuti – audio, video e grafici – in testo, consentendo ai sistemi di IA di elaborarli più facilmente.

 

Qual è lo stato dell’arte e quali le prospettive future?

 

Oggi Creative AI è gestita in toto dai tre co-fondatori: io ne sono CEO e mi occupo di operations della startup, così come di Creative Words. Davide Ferrando ha un incarico esterno da CFO e segue tutti gli aspetti finanziari, mentre Thomas Snella è CTO, occupandosi a livello esecutivo dello sviluppo tecnologico. Con lui abbiamo automatizzato anche molti dei processi interni delle due società – Creative Words e Creative AI -, intervenendo anche su alcune criticità che noi stessi avevamo riscontrato, come la gestione della nostra rete globale di contributor. Abbiamo infatti un gran numero di collaboratori sparsi per il mondo, per lo più giovani, anche in virtù della collaborazione con la facoltà di Lingue dell’Università di Genova.
Spesso studenti, laureandi e neo-laureati sono poco pratici in tema di fatturazione, e così abbiamo sviluppato un automatismo che permette a ciascuno dei nostri contributor di avere un “wallet” sulla nostra piattaforma, da cui è sempre possibile verificare il saldo e richiedere i pagamenti spettanti. In caso di transazioni superiori a determinate soglie, il sistema crea in modo automatico la relativa documentazione valida ai fini fiscali, nel pieno rispetto delle normative. Inoltre, stiamo implementando una app mobile: siamo già in fase di sviluppo avanzato, tanto che l’abbiamo già utilizzata in alcuni progetti e la stiamo per pubblicare su App Store.

I servizi offerti da Creative AI trovano applicazione in molti contesti e settori, dall’healthcare all’automotive, alla guida autonoma e altro ancora. I casi sono tantissimi e ciascun ambito e progetto presenta le proprie specificità, per cui implementiamo moduli e strutture ad hoc sulla nostra piattaforma per gestirli al meglio. Attualmente i nostri clienti principali fanno parte del panorama internazionale e sviluppano, per esempio, sistemi di intelligenza artificiale, call center virtuali, chatbox, sistemi di riconoscimento facciale… Ci stiamo affacciando anche al mercato italiano, dove senz’altro non mancano le aziende “affamate” di dati. Con Digital Tree nascerà presto un percorso di incubazione e sviluppo della startup, nell’ottica di presentarci a investitori esterni in maniera ancora più solida. Creative AI sta crescendo velocemente, e nei prossimi mesi contiamo di espanderci ulteriormente anche con nuove assunzioni nell’area marketing,
operations e sviluppo.